13 dicembre, 2006

 

ATTACCHI FRONTALI...O NO?

Cari commentatori anonimi e non,
sono abbastanza sconcertata dal livore (e quindi dalla passione) di certi commenti... è evidente che questa controversa istituzione che è il nostro teatro provoca sentimenti...forti.
Chi vi parla ci vive e lavora da oltre un decennio, e ha assistito alla "parziale" transizione dai tempi delle vacche grasse e del malaffare diffuso, agli attuali, più pulitini e più grigi, ma non ancora certo quelli che vorremmo.
Non posso condividere però certe affermazioni che, con tutto il mio spirito critico verso l'istituzione, trovo mistificatori.
E' facile scagliare accuse generiche senza qualificarsi, meno facile è argomentarle con esempi concreti e magari nomi e cognomi...Nella mia esperienza quotidiana, la gente che lavora all'Opera di Roma è in grande maggioranza preparata, professionalmente a posto anche con punte di notevole eccellenza, onesta, amante del proprio lavoro.
Poi c'è la minoranza, una minoranza chiassosa, arrogante, prepotente e potente, che fa capo a certe persone, in qualche caso sindacalisti di lungo corso, con legami esterni che attraversano la storia del teatro da decenni, e che non mollano facilmente i circuiti che hanno permesso e ancora permettono, sebbene in piccolissima proporzione rispetto al passato, l'arricchimento personale di qualcuno.
Queste cupole, piccole enclave che si vendono i diritti altrui per un piatto di lenticchie, sono consentite dalla gestione politica dei Teatri.
Sfido chiunque a negare che la stessa identica situazione è riscontrabile in ciascuna delle tredici fondazioni lirico-sinfoniche italiane.
Le responsabilità del mondo politico locale nello sfascio dei Teatri d'Opera italiani sono dirette e gravissime.....meditate prima di gettare la croce addosso ha chi ha sempre denunciato, inutilmente, quello che oggi viene usato per rivoltare le frittate sulla sua stessa testa. La colpa non sta mai da una parte sola, certo, ma di questo passo presto non sapremo più chi ha cominciato e chi deve pagare: ergo, pagheranno quelli che sono più deboli e attaccabili. E le mafie prospereranno per molti anni ancora...

Comments:
complimenti x il blog.postiamo l'ultimo vostro post e vi linkiamo, a presto
il sottoscala
 
L'Italia è un paese strano, quando le cose funzionano poco o male è in basso che si riversano le operazioni chirurgiche, gli antibiotici per cavalli etc, etc.
Ma per non dilungare il preambolo, se la qualità artistica è scadente, se i bilanci sono rosso-lava a nessuno viene in mente di chiamare in causa la loggia dei sovraintendenti e le caste dei CDA.
No,SONO I LAVORATORI.
Come và di moda adesso, compagno I(n)chino in testa che mette a disposizione dell'alto, le sue competenze accumulate nella militanza FIOM. Direte che è il destino dei sinistri riformisti il cui lessico evocativo chiama il periodo dei lumi ma che oggi dice riforma per togliere e tagliare e la distanza con la destra è segnata dal tempo di realizzazione:
3 anni, 1,...?
Come mai oggi che siamo del g8 si taglia e si toglie quello conquistato quando si era un paese in via di sviluppo che usciva dalla società contadina per essere società industriale?
Questo meccanismo aizza gli appetiti e gli egoismi dei forti, strillano ora o morte con moralistica ragionevolezza poi, vanno all'affondo inevitabile per l'interesse nazionale e il futuro.
BASTA
 
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